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26/10/2018

Cgil, doppia fumata bianca a Udine e Pordenone

L’economia e l’occupazione in Friuli Venezia Giulia possono ripartire davvero soltanto con il rilancio degli investimenti pubblici, dalle infrastrutture strategiche alla messa in sicurezza del territorio, e di sostegno mirato a quelli privati, con misure capaci di contrastare le delocalizzazioni, incentivare l’innovazione, la ricerca e la creazione di lavoro stabile. Questo l’appello comune che lanciano alla regione i segretari provinciali della Cgil di Udine e Pordenone Natalino Giacomini e Flavio Vallan, confermati a larghissima maggioranza alla guida delle rispettive Camere del lavoro.
I CONGRESSI L’elezione dei segretari è stato l’ultimo atto dei due congressi provinciali, svoltisi in concomitanza tra ieri e oggi a Pordenone e Tricesimo. Duecentosessanta i delegati complessivamente coinvolti nel voto e nel rinnovo degli organismi dirigenti, dal direttivo (in coda al comunicato tutti i nomi) all’assemblea generale, che a sua volta vota sul nome del segretario. Eletti anche i delegati che rappresenteranno i due territori, dove la Cgil Fvg conta 70mila dei suoi 105mila iscritti, al congresso regionale in programma a Zugliano l’8 e 9 novembre.
GIACOMINI 1. «Questa regione, in virtù del suo statuto speciale, ha tutte le possibilità per imprimere un cambio di marcia anche in materia di politica economica: diciamo sì, pertanto, all’ipotesi di ricorrere alla leva del debito per sostenere gli investimenti pubblici, ma a patto che si tratti di interventi strategici e nel quadro di una politica economica che deve essere oggetto di confronto con le imprese e le parti sociali». Queste le parole a caldo di Natalino Giacomini dopo la rielezione (51 favorevoli, 3 contrari, 3 astenuti), al termine di un dibattito congressuale dedicato anche ai temi della riforma sanitaria, del riassetto degli enti locali e dell’immigrazione, «troppo spesso – ha detto il segretario nella sua relazione – utilizzata come valvola di sfogo dei veri problemi che continuano ad affliggere il Paese, con parole e fatti che alimentano paura e divisioni».
GIACOMINI 2. Ma la parola più ricorrente, ovviamente, è stata lavoro, sia di fronte alla crescita degli infortuni (23 quelli mortali dall’inizio dell’anno), sia alla luce di una ripresa ancora troppo fragile (13mila gli occupati persi in provincia di Udine tra il 2008 e il 2017) e caratterizzata dalla crescita esponenziale della precarietà. «I contratti a tempo determinato e di somministrazione – ha sottolineato Giacomini –rappresentano insieme il 70% delle assunzioni, mentre quelli a tempo indeterminato sono appena l’8%. Tutto questo è anche il frutto di norme come il jobs act, che hanno fatto del lavoro precario la regola e di quello stabile un’eccezione».
VALLAN 1. «Dopo 10 anni di crisi, che ha indebolito tutto il tessuto economico, terziario compreso, e addirittura dimezzato settori come l’edilizia e il legno, la ripresa dell’occupazione nella nostra provincia ha i connotati della precarietà e della fragilità occupazionale. Una situazione che espone ancora il nostro territorio ai rischi di ulteriore perdita della nostra manifattura e di arretramento della condizione sociale del lavoro, tanto più se la ripresa come temiamo, non si consoliderà». Questa l’analisi di Flavio Vallan, eletto con 71 sì, 1 astenuto, 1 contrario, una scheda bianca e una nulla, sulla situazione della Destra Tagliamento, tracciata guardando anche agli effetti già percepibili dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione, che polarizzano verso il basso e verso l’alto le professionalità e la nuova occupazione e producono comunque esuberi funzionali, non facilmente riassorbibili dal mercato il segretario lavoro» Da qui l’appello a un rilancio delle politiche attive del lavoro, «che finora – ha detto Vallan – non sono state per niente in grado di contrastare gli effetti di una crisi affrontata, anche nella nostra regione., solo attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali».
VALLAN 2. Per rispondere alle nuove sfide poste dalla trasformazione del mondo del lavoro, Vallan ha anche annunciato un rinnovato impegno interno della Camera del lavoro per la riorganizzazione e il potenziamento degli sportelli sul territorio, anche per sostenere, ha affermato, «un tesseramento che ha dato buoni risultati nonostante la crisi, ma sempre più fragile e legato alle tutele ed all’assistenza, a una nuova condizione sociale, fatta di occupazione precaria, di lavoratori ma anche di giovani e pensionati che non avevano precedentemente incrociato la nostra organizzazione.
IL PUNTO SUI CONGRESSI. Dopo le Camere del lavoro di Udine e Pordenone, la prossima settimana toccherà lunedì 29 ai congressi regionali della Filcams (commercio), martedì 30 ai pensionati dello Spi. Il congresso della Cgil regionale si terrà invece a Zugliano (Udine) l’8 e 9 novembre. Già rinnovati, oltre ai vertici provinciali di Udine, Pordenone, Trieste (Michele Piga) e Gorizia (Thomas Casotto), anche i segretari di sette categorie regionali. Si tratta di Emiliano Giareghi della Fillea (edilizia e legno), Elisabetta Faidutti della Fisac (banche e assicurazioni), Adriano Zonta della Flc (scuola), Maurizio Marcon della Fiom (meccanica), Valentino Lorelli della Filt (trasporti), Andrea Modotto della Filctem (chimica, energia), Orietta Olivo della Funzione pubblica.
UDINE, IL NUOVO DIRETTIVO. Eletti come anticipato, anche i componenti dei direttivi provinciali. Cinquantadue i componenti del nuovo “parlamentino” di Udine, si tratta di: Maurizio Balzarini, Edgar Banja, Enrico Barberi, Franco Barera, Eros Barusso, David Bassi, Sara Bertoz, Roberto Boezio, Sandra Bortuzzo, Norma Gabriella Brugnolo, Francesco Buonopane, Marco Cafarelli, Massimo Caifo, Gianluca Caroli, Maria Immacolata Cartolano, Carlo Cimenti, Concetta Cuccia, Gino Dorigo, Sandra Fabro, Alessandro Forabosco, Massimo Gargiulo, Francesco Gerin, Natalino Giacomini, Emiliano Giareghi, Mattia Grion, Alin Gyori, Maria Ioan, Anna Lendaro, Patrizia Lepre, Valentino Lorelli, Danilo Margherita, Maria Marion, Michela Martin, Valentina Martina, Samanta Miotti, Andrea Pierernesto Modotto, Elio Nadalutti, Anna Maria Orlando, Michele Paris, Ingrid Peres, Luciano Pez, Antonella Raddi, Gianpaolo Roccasalva, Saverio Scalera, Marina Scomparin, Francesca Tonacci, Andrea Traunero, Mirella Travaglini, Riccardo Uccheddu, Giancarlo Valent, Daniela Vivarelli, Lauretta Zolli.
PORDENONE, IL DIRETTIVO. Questi, invece, i 69 componenti del nuovo direttivo della Cgil Pordenone: Maria Baio, Sabrina Battistella, Mario Bellomo, Pier Luigi Benvenuto, Ivan Bizzotto, Paola Bolognesi, Rosanna Bottan, Marika Brun, Massimiliano Burelli, Angelo Caporal, Simonetta Chiarotto, Ivana Coloricchio, Ruben Colussi, Maurizio Comand, Alessandro Conte, Paolo Corazza, Renzo Cusin, Renzo D’andrea, Gianfranco Dall’Agnese, Cristiano Danelon, Giuseppe Dario, Mauro Del Fabbro, Maurizio Di Sarro, Paola Dolfo, Lorella Doretto, Daniela Duz, Claudio Foresto, Carla Franza, Francesca Giannelli, Emanuele Iodice, Eraldo Ius, Elisabetta Magrini, Giuseppe Mancaniello, Pietro Mancino, Maurizio Marcon, Giuseppe Massa, Nazario Mazzotti, Fehmi Mema, Giorgio Miloro, Luca Munno, Edi Padovan, Michela Papavero, Giuseppe Pascale, Susanna Pellegrini, Cristina Pellicano’, Silvano Petris, Paolo Piasentin, Claudio Pignat, Giuliana Pigozzo, Gianluca Pitton, Mauro Pivetta, Paolo Pizzutti, Ernesta Poletto, Adelaide Puddu, Fabio Renzetti, Robedrto Ros, Daniele Roviani, Ndella Sarr Mame, Emilia Scala, Romildo Scala, Dina Sovran, Maria Toto, Caterina Treglia, Sandra Turchet, Flavio Vallan, Roberta Venier, Flavio Venturoso, Adriano Zonta, Ombretta Zoratto.

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