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10/01/2020

«Finanziaria nazionale a luci e ombre. Bene la riduzione del cuneo fiscale»

«Manca un disegno di politiche industriali? È una critica che la Cgil condivide, ma senza dimenticare che nella manovra ci sono anche segnali importanti come la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti e nuove misure per il contrasto all’evasione». Questo, nelle parole del segretario generale Villiam Pezzetta, il giudizio dalla Cgil Friuli Venezia Giulia sulla finanziaria nazionale e sui provvedimenti collegati, nei quali Pezzetta intravede anche «elementi positivi, in forte discontinuità rispetto alle scelte del precedente esecutivo, pur non senza criticità e contraddizioni».
Una lettura sensibilmente diversa, quella del numero uno della Cgil Fvg, rispetto alle critiche espresse anche a livello regionale da Confindustria con Anna Mareschi Danieli, presidente degli industriali friulani, e dal leader di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti. «La stessa Confindustria – commenta Pezzetta – ricorda quando abbia pesato la sterilizzazione dell’aumento dell’Iva, che ha assorbito da sola ben 23 miliardi. Sottolineato che non c’erano alternative, dal momento che un incremento dell’imposta sul valore aggiunto avrebbe ulteriormente compromesso le prospettive già risicate di crescita dei consumi e quindi del Pil, e considerati i limitati margini di manovra, il fatto che si siano stanziati 3 miliardi sula riduzione del cuneo fiscale è un primo provvedimento concreto a favore dei lavoratori dipendenti. Solo un passo nella direzione di una indispensabile riforma del fisco, ma con un forte segnale di rottura rispetto alla manovra 2019 e alle novità che si prospettavano in estate, prima del cambio di maggioranza, in primis flat tax e nuovi condoni. Se da un lato – prosegue Pezzetta – è giusto rivendicare politiche industriali capaci di rilanciare gli investimenti e di sbloccare i cantieri, quindi, troviamo decisamente meno condivisibili le obiezioni sull’assenza di nuove misure a sostegno delle imprese, che peraltro incassano una sostanziale conferma degli incentivi su industria 4.0 e del credito d’imposta sugli investimenti su innovazione e ricerca. Gli aiuti per chi vuole investire ci sono, tocca anche alle imprese fare la loro parte».
Quella della Cgil, in ogni caso, non è certo una promozione tout court della manovra: «Sul fisco – prosegue Pezzetta – siamo in presenza solo dell’inizio di un’inversione di tendenza e sulle pensioni siamo fermi a quota 100. Lontani in entrambi i casi dall’esigenza di riforme complessive che affrontino tutte le criticità, ivi incluso il tema della rivalutazione degli assegni, su cui i sindacati dei pensionati sono giustamente in pressing. Altre grandi incognite sono legate alla paralisi delle grandi opere, al rinnovo dei contratti pubblici e ai fondi per il finanziamento delle università, in una parola all’assenza di un progetto complessivo di rilancio del Paese. Progetto che per decollare richiede un confronto vero tra Governo e parti sociali».

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27/02/2020

Economia, Regione, Lavoro.
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