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30/04/2020

Primo Maggio in emergenza coronavirus: il lavoro in sicurezza per costruire il futuro

Il lavoro in sicurezza per costruire il futuro. È questo lo slogan scelto da CGIL, CISL e UIL per le celebrazioni del Primo Maggio. In piena emergenza Coronavirus la festa dei lavoratori non si cancella e, celebrato con simboliche deposizioni di corone d’alloro ai caduti al posto dei tradizionali cortei, riporta il lavoro al centro della scena perché è il lavoro, un lavoro in sicurezza, il punto di partenza da cui costruire un futuro credibile per il Paese. Il Covid-19 sta provocando un impatto pesante sul lavoro e sulle imprese in Friuli Venezia Giulia. Attualmente appena la metà delle imprese attive è aperta e meno del 50% degli addetti nei vari settori produttivi è al lavoro, con alcuni settori più duramente colpiti di altri. I casi più emblematici sono quelli del settore turismo e ristorazione con appena 4 mila addetti al lavoro sui 31 mila totali e di sport, cultura e spettacoli dove neanche una delle 1.300 imprese attive in regione è aperta e dove tutti i 3.000 lavoratori sono a casa. Ma soffrono anche il manifatturiero e costruzioni con 70.000 persone al lavoro su 133.000 addetti e appena 8.000 imprese aperte su 18.000 attive e il commercio con 21.000 addetti su 56.000 e 7.000 imprese su 18.500.  (in coda una tabella completa con tutti i dati).
In questo contesto di emergenza, dai segretari regionali si alza una richiesta forte e unanime a ripensare il lavoro, secondo un nuovo paradigma capace di coniugare occupazione e rispetto della salute e della sicurezza. Unica via per una ripartenza sostenibile, non solo per il presente ma anche per il futuro.
REGOLE CONDIVISE. «È indispensabile che la ripartenza dell’economia avvenga dentro regole condivise tra sindacati e imprese, con l’opportuna vigilanza e dentro a scelte di contesto capaci di garantire condizioni di sicurezza non solo dentro le aziende, ma anche nel trasporto pubblico, nelle città, sul territorio – afferma il segretario della Cgil Villiam Pezzetta -. Non basta infatti la responsabilità individuale dei lavoratori e dei cittadini, che nell’affrontare questa emergenza hanno dato prova di grande maturità e senso civico, a scongiurare l’ipotesi di una risalita dei contagi le cui conseguenze sarebbero devastanti non soltanto sul piano socio-sanitario, ma anche per le prospettive di ripresa economica. Da qui la necessità di proseguire, anche a livello regionale, sulla strada del confronto tra istituzioni, forze imprenditoriali e parti sociali, sia sul fronte della sicurezza che su quello del rafforzamento degli ammortizzatori e delle altre misure a sostegno delle imprese e dell’occupazione, guardando in particolare a quei settori che sconteranno più a lungo e più duramente gli effetti dell’emergenza, come commercio e turismo».
NUOVO MODELLO DI LAVORO. «Un primo maggio denso di preoccupazioni, questo: per i problemi generati dalla pandemia in corso a partire dalla riduzione della liquidità dei lavoratori che sta creando nuove sacche di povertà e disagio sociale e per le problematiche collegate a conciliazione e gestione figli. Oggi abbiamo di fronte a noi una sfida diversa, ma molto più determinante. Molto più interessante, decisiva per il nostro futuro. Non combattiamo solo per la ripresa del sistema economico, ma per delineare, attraverso la contrattazione, un nuovo modello (anche culturale) di lavoro; per progettare e realizzare nuovi paradigmi, questa volta validi per tutti, dai lavoratori dipendenti a quelli autonomi, per gli uomini, ma anche per le donne», aggiunge il segretario regionale della Cisl Alberto Monticco.
NON C’E’ LAVORO SENZA SICUREZZA. «Non ci eravamo ancora ripresi – unico Paese in Europa – dagli impatti della crisi finanziaria scoppiata nel 2008 e ci ritroviamo oggi a fare i conti con una pandemia che sta colpendo le persone e mettendo a dura prova la tenuta del sistema Paese – conclude il segretario della Uil Fvg, Giacinto Menis -. Spesso, in occasione del Primo Maggio, abbiamo richiamato il tema della sicurezza quale valore fondante di un’autentica “civiltà del lavoro”. Anche oggi, in tempi di Coronavirus, affermiamo con forza che le ragioni della sicurezza delle persone e della salvaguardia della salute non possono essere separate o, peggio, contrapposte a quelle della tenuta economica e sociale. E così ci auguriamo che questo Primo Maggio riunisca tutti i portatori di responsabilità nella consapevolezza che non c’è vero lavoro senza pienezza dei diritti e tutele, così come non c’è una prospettiva di progresso, civile e sociale, se non in condizioni di sicurezza per l’intera comunità».
LE MANIFESTAZIONI. La giornata del Primo Maggio sarà ricordata con quattro manifestazioni simboliche, in forma ridotta e nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, con la deposizione di corone d'alloro ai monumenti ai caduti.
TRIESTE. Nel capoluogo giuliano l’appuntamento sarà doppio. Alle 11.30 ci sarà la deposizione di una corona d’alloro in ricordo dei caduti sul lavoro presso il monumento in piazza Ugo Irneri. A seguire, alle 12.15, una delegazione di rappresentanti sindacali di CGIL, CISL e UIL si sposterà in via Ghega per la deposizione di un mazzo di fiori davanti alla lapide presso il Conservatorio Tartini in memoria dei partigiani uccisi dai nazisti. Presenti i segretari Michele Piga e Antonella Bressi (Cgil), Alberto Monticco e Luciano Bordin (Cisl) e Antonio Rodà e Andrea Holjar (Uil).
UDINE. Ore 10.30, deposizione corona di fiori al monumento ai caduti sul lavoro, in via Crispi (angolo via Morpurgo, a fianco del tribunale). Presenti i segretari Natalino Giacomini (Cgil), Renata Della Ricca (Cisl), Luigi Oddo (Uil) e Pischiutta per l’Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro).
PORDENONE. Ore 10, deposizione omaggio al monumento ai caduti sul lavoro, in piazza Maestri del Lavoro. Presenti i segretari Flavio Vallan  (Cgil), Cristiano Pizzo (Cisl), e Roberto Zaami (Uil).

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22/05/2020

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