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23/10/2020

Ammortizzatori, a settembre altri 5 milioni di ore tra Cig e fondi integrativi

Continua a rimanere su livelli molto elevati, pur calando progressivamente, il ricorso agli ammortizzatori sociali in regione. A settembre, infatti, l’Inps ha accolto richieste per ulteriori 5 milioni di ore (3,6 milioni di cassa integrazione più 1,4 di fondi di solidarietà), che portano a oltre 75 milioni (di cui quasi 20 milioni di Fondi integrativi speciali) il totale autorizzato dall’istituto nel corso di questo drammatico 2020. Per avere un parametro sulle dimensioni della crisi legata all’emergenza sanitaria, si pensi che l’ammontare di ore nel corso del 2020, con tre mesi ancora mancanti all’appello, è pari a 2,5 volte il precedente valore massimo annuale, i 29 milioni di ore autorizzate nell’intero 2014. Il tutto sottolineando che i dati non tengono conto del forte ricorso anche ai fondi gestiti dagli enti bilaterali, su tutti quello dell’artigianato, che nei primi 8 mesi ha erogato integrazioni salariali a una platea di oltre 30mila lavoratori, coinvolgendo 5mila imprese.
Ricordando che non si tratta del ricorso effettivo agli ammortizzatori, che dipenderà dal cosiddetto “tiraggio”, cioè dalle ore concretamente utilizzate dalle aziende, il confronto percentuale con gli anni precedenti perde di proporzione e di senso, visto il carattere senza precedenti di questa crisi. Più interessante, a livello statistico, valutare l’andamento mensile e settoriale delle richieste, che a partire dai picchi di marzo e aprile, quando sono stati superati in entrambi i casi i 20 milioni di ore, le domande autorizzate dall’Inps hanno fatto segnare una progressiva discesa: 11,4 milioni di ore a maggio, 9,4 a giugno, 6,9 milioni ad agosto e 5 milioni a settembre. «Un calo progressivo – commenta il segretario regionale della Cgil Villiam Pezzetta – che riflette una ripresa ancora parziale e che coinvolge solo parzialmente il terziario. Indispensabile, quindi, che si vada verso un’ulteriore proroga degli ammortizzatori e del blocco dei licenziamenti, anche alla luce dei possibili effetti della seconda ondata pandemica in atto, che purtroppo continua ad aggravarsi».
A livello territoriale le ore di cassa integrazione autorizzate sono state 23,8 milioni a Udine, 17,6 milioni a Pordenone, 7,2 milioni a Gorizia e 6,7 a Trieste, per un totale di oltre 55 milioni di ore, che non comprende gli assegni erogati dal Fis e dagli altri fondi integrativi gestiti dall’Inps, i cui dati non sono disponibili con dettaglio provinciale.
Da notare il forte impatto del terziario sull’enorme ricorso alle integrazioni salariali. Se il ricorso più forte di registra naturalmente nel manifatturiero allargato, con 46 milioni di ore sui 75,5 milioni complessivamente autorizzati, il commercio e terziario con quasi 30 milioni di ore sfiora il 40%, percentuale esponenzialmente superiore a quella degli anni scorsi e legata all’introduzione della causale Covid, con l’estensione degli ammortizzatori ai lavoratori di tutti i settori e di tutte le aziende.
Nella sezione Osservatorio di questo sito i dati sul ricorso agli ammortizzatori aggiornati a settembre, sulle serie storiche della cassa integrazione e sull’andamento del mercato del lavoro.

Rassegna Stampa

27/11/2020

Economia, Regione, Lavoro.
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