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14/11/2020

«Concessioni autostradali, giù le mani dalla Venezia-Trieste»

«Accelerare i tempi del passaggio di consegne da Autovie Venete a Società Autostradale Alto Adriatico, ribadendo che è la nuova public company a maggioranza Fvg, e non altri soggetti peraltro tutti da costruire, lo strumento per il rinnovo della concessione della Venezia-Trieste». A chiederlo e la Filt, il sindacato dei trasporti della Cgil, che con il segretario regionale Valentino Lorelli sollecita chiarimenti. In primis – chiarisce Lorelli – dalla Regione, che attraverso Friulia detiene le quote di maggioranza di Autovie e che ha in mano anche il 67% di Saaa, la società interamente pubblica costituita assieme al Veneto per raggiungere il doppio obiettivo della nuova concessione e della conclusione dei lavori della terza corsia».
A più di due anni dalla costituzione di Saaa, sottolinea Lorelli, la public company resta una sorta di scatola vuota, nonostante Autovie Venete continui a operare in un regime di prorogatio, rileva ancora il numero uno della Filt regionale, «non può essere considerato sine die». Da qui l’invito a «dare esecutività a un progetto che risale ancora alla Giunta Serracchiani e che rappresenta una strada obbligata per mantenere in mani regionali il controllo della Venezia-Trieste e del completamento di un’opera strategica per il territorio come la terza corsia». A preoccupare la Cgil, oltre ai ritardi sull’operatività di Saaa, «i silenzi della Giunta e della politica regionale su quel risiko autostradale che sta invece animando il dibattito politico in Veneto, dove qualcuno ventila addirittura l’assorbimento di Autovie Venete in una nuova super concessionaria pubblica, la cosiddetta Cav 2.0, nella quale far confluire, assieme alla gestione del Passante, oggi in mano alla Regione Veneto e all’Anas attraverso Cav (Concessionarie autostradali venete, ndr), anche la Brescia Padova e la Pedemontana veneta». Per quanto al momento si tratti solo di ipotesi, obietta ancora Lorelli, sarebbe opportuno che la Giunta Fedriga facesse chiarezza, «tanto più che Saaa è l’unico dei soggetti in campo a Nordest che in questo momento ha le carte in regola per il rinnovo delle concessioni, essendo pacifica la sua natura in house, cosa che non si può dire di Cav, partecipata al 50% da una spa come Anas».
Pur non volendo neppure prendere in considerazione l’ipotesi di uno «scippo» della concessionaria, con tutte le sue ripercussioni di natura politica ed economica, Lorelli ritiene doverosa una presa di posizione della Giunta regionale anche nei confronti del ministero delle Infrastrutture, che attualmente sta esaminando assieme alla Regione Veneto il progetto Cav 2.0. «Società Alto Adriatico – commenta il segretario della Filt –  ha già l’imprimatur del ministero, il cui eventuale avallo a Cav 2.0, per quanto ci riguarda, non può e non deve rimettere in discussione la titolarità di Saaa sulla Venezia-Trieste. Ecco perché chiediamo di accelerare sul passaggio di consegne: ulteriori ritardi e perduranti silenzi in materia, infatti, potrebbero essere interpretati come un indizio a favore dei progetti di “superpolo” autostradale ventilati nel vicino Veneto, con il Fvg relegato al ruolo di vaso di coccio».

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27/11/2020

Economia, Regione, Lavoro.
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